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18 – 19 Giugno 2024

Alcune cose da mettere in ordine

  • Teatro
Un calco in gesso di una mano sta appoggiato su una composizione di fotografie e bozze di disegni, tutti in una tonalità tra il sabbia, beige, su un tavolo che sembra di marmo

Date, orari e repliche spettacolo

  • 18 Giugno 2024, 20:45

  • 19 Giugno 2024, 20:45

drammaturgia Roberta Dori Puddu Angela Dematté
con Roberta Bosetti e Giacomo Toccaceli
concept e regia Rubidori Manshaft
assistente al progetto Katia Gandolfi assistente alla regia Ugo Fiore
short film e montaggi video Fabio Bilardo video interno (La Residenza – Malnate) Fabio Cinicola
scene e costumi Roberta Dori Puddu disegno luci Elena Vastano progetto sonoro Federica Furlani
con (in o.a., assenti o presenti in video) Maria Teresa Agustoni, Anna Augustoni, Edy Augustoni, Graziano Bianchi, Ebe Bonacina, Lucilla Mondelli Campana, Giovanni Campi, Silvana Casanova, Marita Cantoni, Silvana Castelletti, Lilli Graf, Annarosa Fontana, Germana Gadoni, Fernando Gadoni, Giuseppe Germano, Anna Ghidinelli, Valentino Di Gianantonio, Giancarlo Guerra, Jolanda Jankowska, Ombretta Laurenzano, Rina Lorenzi Cioldi, Alessandro Loss, Albertina Manfredi, Sandra Ossola Rabuffetti, Silvia Pedroncelli, Dolores Poretti, Natalina Quadri, Naida Riva, Attilio Rotta, Livia Rovelli Roccon, Fernanda Sala, Flavio Sala, Marysa Sala, Luisita Solcà, Paolo Solcà, Renato Olindo Soldini, Renata Tacchella, Emilia Vinciguerra, Angela Zonca, Angelo Zonca
collaboratori al progetto Centro POLIS LIS: Cristina Widmer (specialista in attivazione), Donatella Botta Maffia (Direzione). Fondazione Parco San Rocco: Patrizia Nalbach, Monica Antonello, Matteo Orefice e il team Animazione, John Gaffuri (Direzione). Casa di cura La Residenza: Antonella De Micheli produzione FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, Officina Orsi (Lugano)
con il sostegno UFC, Beisheim Stiftung, Fondation Philantropique Famille Sandoz, Paul Schiller Stiftung, Ernst Göhner Stiftung coproduzioni internazionali Olinda/TeatroLaCucina (Milano)
collaborazioni Fondazione Parco San Rocco (Morbio Inferiore), Centro POLIS LIS (Lugano Istituti Sociali), GenerazionePiù centro diurno, Fondazione La Residenza (Malnate), Zona K (Milano), Teatro Giuditta Pasta (Saronno) residenze Zona K (Milano), Olinda/TeatroLaCucina (Milano) grazie Renato Olindo Soldini, Anna Toscano

E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? Sì.
E cos’è che volevi? Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra.

Raymond Carver

Dopo un lungo periodo di lavoro in case di cura per persone anziane, Rubidori Manshaft riannoda in questo lungo viaggio “sul campo” i suoi ricordi. Legandosi ai suoi lavori passati, attraverso le narrazioni sviluppa ulteriormente la sua ricerca artistica sul passaggio della memoria, sulla mancanza e sulla solitudine. Riparte da lì per interrogarsi sul corpo, sul suo significato politico. Sulla cura. Sul tempo. Sulla paura. Sul fare. Sulla perdita di sé, delle forze, del ruolo e a volte anche della memoria. Alcune cose da mettere in ordine é la storia di una donna appena aldilà della soglia dei sessanta anni, che inizia a porsi delle domande sul percorso della vita, una eco di noi tutte (e tutti). Ci riconosciamo nelle sue parole, nei suoi pensieri che sono forse anche i nostri, veniamo spiazzati dalla sua sorprendente capacità di rimescolarli, usarli, appropriarsene, dimenticarsene, inventarseli in sostituzione di quello che nella mente è fallo. Pensieri che, al pari degli accadimenti reali, diventano co-protagonisti di questa storia sul vivere, su sogni e disillusioni, su ricordi e rimpianti. In questo sublime ribaltamento del reale verremo portati con forza in un nuovo tempo che forse ci apparterrà. Un viaggio interiore e reale verso qualcosa, un montaggio di eventi, struggente, ironico, nel gioco che la vita compie nel tentativo di ridisegnare una dimensione umana forse, oggi, smarrita.

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