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1996 - 2026

Dal 30 maggio al 30 giugno 2025 - XXX edizione
“Che tempi sono questi, in cui parlare degli alberi è quasi un crimine, perché implica tacere su tante atrocità?” (Bertold Brecht)
L’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini da roccaforte inavvicinabile, si è trasformato negli anni in un’isola aperta, quieta in mezzo al brulicare della vita urbana. All’alba è un chiacchierio di uccelli nascosti tra gli alberi alti, poi si svegliano le galline, le lepri e gli scoiattoli e alle sette si apre il bar Jodok, arrivano le persone a lavorare o a sostare e chi ha scelto quest’isola sovente si fonde con essa. Questo è la magia delle isole. Da nessun’altra parte ci si lega così forte alla terra come su un’isola, intesa anche come luogo di memoria che vive e respira con noi.

In tanti abbiamo scelto di attraversare, abitare, lavorare e giocare su quest’isola dalla prima festa cittadina nel 1996. Olinda e il festival Da vicino nessuno è normale sono progetti collettivi che in 30 anni si sono radicati e hanno messo in luce la forza e la fragilità che scaturisce dal prestarsi attenzione a vicenda, ogni giorno, per rendere il Pini un luogo di cura e un luogo produttivo, non giudicante, ricco di relazioni affidabili e di opportunità per esplorare e imparare insieme.
Andiamo avanti con perseveranza,
la mente lucida e il cuore in fiamme.
30 – 31 Maggio 2026
Teatro la Ribalta/SCARTI. Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione
In quell’esilio forzato a cui sono costretti i personaggi di Shakespeare sull’Isola, per vivere si inventano un mondo tutto loro.
5 – 6 Giugno 2026
Muta Imago
Uno spettacolo che esplora il tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva.
7 Giugno 2026
La Corte Ospitale/SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione/Cranpi
Una passeggiata dolce, l’istantanea di un momento in cui il quotidiano cambia e sembra essere occupato dal solo pensiero della malattia.
9 Giugno 2026
Fanny & Alexander
Che cos'è un fantasma? È la domanda che Edith Wharton si pone nella sua ultima raccolta di racconti.
Collaborazioni
Arca, Arci Grossoni, Asnada, Campagna Salute Mentale, Consorzio Cascina Clarabella, Codici Ricerche, Comin, Coop Bicam, Facilita, Fondazione Minoprio, Forum Salute Mentale, Gogol & Company, Il Giardino degli Aromi, Istituto Ellenico di Cultura, Libreria Lato D, Libreria Alaska, Libreria Anarres, Libreria Antigone, Libreria del Convegno, Libreria I Baffi, Mitades APS, Mosso, Politecnico di Milano, Ri-Make/Subseri, Scamamù, Teatro Elfo Puccini, Teatro delle Albe, Tempo Ritrovato Libri, Unasam Italia, Verso Libri
Ringraziamo
Alberica Archinto, Alessandro Argnani, Monica Barbato, Stefania Barbieri, Marta Battioni, Teodoro Bonci del Bene, Giovanna Burinato, Massimo Bricocoli, Catia Brunello, Ferdinando Bruni, Roberto Cacciatore, Carlo Carbone, Ilenia Carrone, Cristina Chiavarino, Marilena Chierico, Massimo Cirri, Laura Colombo, Silvia Consonni, Nicoletta Contu, Carlotta Cossutta, Paolo Cozzi, Cesin Crippa, Alice Daghini, Luigi De Angelis, Elio De Capitani, Alessandro De Feo, Gerardo de Luzenberger, Luca Del Pia, Enrico Derflingher, Elio, Enrico Falck, Fulvia Farassino, Barbara Farina, Elena Ferrari, Carlo Gazzi, Catiu Giarlanzani, Lorenzo Giuggioli, Caterina Gorlani, Fiorenzo Grassi, Paola Guerra, Debora Hafner, Marika Hansson, Marco Kob, Ivolontaridiolinda, Jacopo, Toni La Bua, Stefano Laffi, Mario Loprevite, Letizia Mantero, Paolo Marasca, Alberto Martinelli, Marco Martinelli, Silvia Massicci, Diana Mauri, Lucia Mauri, Viola Mercuri, Mauro Milone, Laura Molena, Nicole, Marcella Nonni, Giorgia Oddone, Olga, Carolina Pedrizzetti, Natanaele Pogliaghi, Claudio Ponzana, Andrea Rebaglio, don Gino Rigoldi, Felice Romeo, Alberto Russo, Gabriella Salvaterra, Laura Sansonna, Stefania Scattina, Paolo Schiavo, Marina Scipolo, Riccardo Sorichetti, Manuela Stada, Alice Strazzi, Antonio Tagliarini, Tea, Teo, Antonio Viganò, Renata Viola
Dal 1997 ad oggi
Il manicomio di Milano era un terreno arido trent’anni fa, le persone sole e gli spazi chiusi. Oggi il Paolo Pini è un laboratorio di cittadinanza, un luogo che sprigiona energia sociale e culturale.
Per aprire i cancelli e far entrare i cittadini, abbiamo scelto di usare la cultura come testa d’ariete – che negli anni ’90 sembrava non avere alcun valore. In particolare, abbiamo pensato al teatro, per invitare le persone a fare esperienza del cambiamento. Per questo è nato un festival dal titolo Da vicino nessuno è normale e il TeatroLaCucina.

La scelta del teatro, come strumento di dialogo con la città, ha permesso di dare nuova vita al luogo, passando attraverso le storie delle persone – la negazione della soggettività, la perdita degli oggetti personali e di conseguenza dell’identità erano le pratiche di spoliazione manicomiale – senza che le storie fossero solo un atto di denuncia. Il teatro ha introdotto la parola poetica, la metafora dei grandi testi, la distanza, l’emozione collettiva, la riflessione sul proprio tempo, ha restituito il senso di comunità.
