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14 Giugno 2026

GLEN(N). Una variazione

Lo spettacolo indaga l’uomo Glenn Gould nel profondo delle sue manie, dei suoi dolori da artista, non sempre sotto i riflettori.

  • Teatro

a partire da 12€

Posto unico

Crediti spettacolo

drammaturgia Jonathan Lazzini
regia Mario Scandale
interprete Giovanni Franzoni

Testo finalista al Premio Hystrio – Scritture di Scena 2022

sound design Federico Mezzana
luci Stefano Bardelli
costumi Anna Missaglia
assistente alla regia e cura dei movimenti di scena Maria Alice Tagliavini
produzione Pallaksch
residenza artistica Olinda/TeatroLaCucina
con il supporto di Stanze – teatro fuori dai teatri
con il contributo del Ministero della Cultura

Uno spettacolo dedicato a Glenn Gould

  • Glenn Gould
  • musica
  • biografia

GLENN. Una variazione è uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Glenn Gould, pianista e compositore canadese tra i più radicali e controversi del Novecento.
Gould è stato un interprete unico: celebre per il suo modo profondamente personale di abitare il suono e per la scelta, nel 1964, di abbandonare definitivamente i concerti dal vivo, sottraendosi alla scena pubblica per dedicarsi esclusivamente alla registrazione in studio. Una decisione radicale, che ha messo in discussione il rapporto tra artista e pubblico.

Il progetto prende avvio da un elemento centrale della sua storia: le due incisioni delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach (1955 e 1981), uno dei capolavori più celebri della musica classica. Le Goldberg sono una composizione costruita su una serie di variazioni, cioè trasformazioni successive dello stesso materiale musicale.

Un monologo che oscilla tra racconto e immaginazione

Gould le incide due volte, a distanza di ventisei anni. La musica è la stessa, ma il risultato è profondamente diverso: cambia il tempo, cambia il respiro, cambia il modo di abitare il suono.
Queste due versioni diventano così il punto di partenza per una riflessione più ampia: non solo sull’interpretazione musicale, ma sulla trasformazione dell’essere umano nel tempo.
Lo spettacolo non si configura come una biografia lineare, ma come un dispositivo drammaturgico costruito per frammenti, seguendo proprio la struttura delle Goldberg. Il testo è articolato in trentadue variazioni che intrecciano materiali biografici, riflessioni e visioni poetiche, dando forma a un monologo che oscilla tra racconto e immaginazione.

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