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15 – 17 Aprile 2026

Impronte dell’anima

Uno spettacolo di teatro civile e di testimonianza che racconta lo sterminio delle persone disabili nel periodo nazista.

  • Teatro

Date, orari e repliche spettacolo

  • 15 Aprile 2026, 10:00

    Replica scolastica

  • 16 Aprile 2026, 10:00

    Replica scolastica

  • 16 Aprile 2026, 20:00

  • 17 Aprile 2026, 20:00

Crediti spettacolo

di Antonio Viganò e Giovanni De Martis 
regia Antonio Viganò
con Mathias Dallinger, Jason De Majo, Edoardo Fattor, Michele Fiocchi, Paolo Grossi, Paola Guerra, Stefania Mazzilli Muratori, Johannes Notdurfter, Michael Untertrifaller
ideazione e collaborazione alle scene Roberto Banci
costumi Sigrid Schwarzer
light design Melissa Pircali
produzione Teatro Stabile di Bolzano e Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt
in collaborazione con Theatraki e Lebenshilfe Südtirol

Uno spettacolo di teatro civile e di testimonianza

  • Novecento
  • salute mentale
  • eugenetica
  • disabilità

Impronte dell’anima è uno spettacolo di teatro civile e di testimonianza che racconta lo sterminio delle persone disabili nel periodo nazista: chi racconta questa storia, gli interpreti dello spettacolo, sono gli attori-di-versi della Compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt. Uomini e donne che, secondo i parametri nazisti dell’epoca, erano “vite non degne di essere vissute”. Oggi li troviamo sul palco, protagonisti in tanti teatri, a raccontarci una storia che, un tempo, voleva negare loro la possibilità di esistere e di vivere. Sono testimoni, sono dei “sopravvissuti” a quella immane e terribile tragedia.

Più di trecentomila persone, uomini, donne e bambini furono eliminati nella Germania Nazista nel periodo 1939 – 1945. La loro colpa fu quella di non essere dentro “i parametri” e le forme umane ritenute sane, forti e belle. Si eliminarono disabili, malati mentali, asociali, schizofrenici, epilettici, sordi e muti nel tentativo di costruire una nuova razza dominante: tutto questo, al contrario, ha provocato la nascita di mostri e assassini. Mostri perché coloro che hanno ucciso e cremato nei forni uomini donne e bambini ritenuti “non conformi” non sono diventati esseri superiori ma orchi crudeli.

Per impedire che "ogni amnesia contenga inconsapevolmente una forma di amnistia"

Le parole eugenetica ed eutanasia irrompono nel dibattito scientifico e nella società con aspetti nuovi e nuove domande etiche. Nella Germania nazista le parole “eugenetica ed eutanasia” furono utilizzate e stravolte, grazie alla complicità del sistema psichiatrico. Dietro criteri di ordine scientifico si nascondeva la volontà di eliminare tutti gli individui che non rientravano nei criteri di produttività. In pieno darwinismo e determinismo biologico, con la complicità della scienza, si uccide ogni “diversità”, ogni forma umana che risulta distante dal modello di corpo e razza che doveva, seguendo la logica della supremazia dei migliori e dei più forti, costruire e conservare la razza dominante.

Con questa messa in scena è nata 11 anni fa la compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt: dopo tantissime recite in Italia, lo spettacolo è stato tradotto in lingua tedesca, francese e spagnola. È stato rappresentato con successo in Germania, Francia e Argentina. È tornato in scena nel 2022 in occasione di Bolzano Città Italiana della Memoria con una nuova formazione attoriale, una nuova scrittura scenica e una rinnovata necessità.

È il nostro contributo per far sì che questa storia non sia dimenticata e non possa mai più ripetersi. È il nostro contributo per impedire che “ogni amnesia contenga inconsapevolmente una forma di amnistia” (Primo Levi).

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