17 Settembre 2018 – 26 Febbraio 2021
Le lacrime amare di Petra von Kant
Nerval Teatro
- Teatro

regia Maurizio Lupinelli
con Barbara Caviglia, Elisa Pol, Annamaria Troisi, Laura Serena, Camilla Lopez e Aura Ghezzi
Un'indagine sul rapporto tra spazio, attori e sguardi diversi
Per prima cosa mi interessa indagare il rapporto tra spazio e le azione sceniche degli attori, la qualità della presenza, e non solo nel momento dell’agire, quindi sto cercando di immaginare un luogo, in cui lo spettatore è coinvolto e può vedere l’attore anche quando non agisce, quando non recita il dramma. Uno spazio che sembri non avere fine, dove il luogo della rappresentazione possa essere spostato come se fosse un set cinematografico, con tanto di troupe, potrebbe essere uno spazio con più stanze comunicanti.
In questo luogo il pubblico è reso spettatore non solo del dramma, ma anche del fuori scena, dove la vita degli attori prosegue, nella sua solitudine, così anche per la troupe che riprende ogni momento, sia la scena sia il fuori scena. Le riprese non vengono mai proiettate, solo agli attori in ogni momento è permesso vedersi in un piccolo monitor e discutere con la troupe stessa, per creare un ulteriore piano di estraniamento, e potersi soffermare sui particolari della vita e della presenza sulla scena. Quindi mi interessa lavorare su immagini sprecate, la telecamera come oggetto che documenta, fissa, scene che nessuno vedrà tranne gli attori, come in un circuito chiuso, e che il pubblico potrà intuire solo dall’atteggiamento degli attori.
Un ulteriore effetto di straniamento, ma con un sguardo ancora più profondo, è dato dall’interazione dei performer con le immagini riprese, arrivando forse a mettere in discussione il senso delle loro solitudini, cercando disperatamente di trovare una via di uscita dall’angoscia, dalla storia, con la costante ricerca dell’amore per riuscire a vivere e raccontarsi, una tensione che ogni personaggio creato da Fassbinder si porta dietro.
Maurizio Lupinelli




