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7 – 12 Aprile 2026

L’ombra perduta di Peter Schlemihl

  • Teatro

di e con Marco Baliani
regia Maria Maglietta
drammaturgia sonora e luminosa Mirto Baliani

La propria ombra in cambio di un'illimitata ricchezza

Dicono che quando gli americani sganciarono l’ordigno nucleare sulla città di Hiroshima uccidendo centinaia di migliaia di persone, i corpi di quelle persone si dissolsero all’istante sotto l’impatto esplosivo, ma le loro ombre invece restarono, come entità a sé stanti, proiettate sulle pareti degli edifici semicrollati. Ma se l’ombra sradicata dal corpo divenisse un’entità separata, conservando una memoria ombrosa di quel corpo che non è più accanto a lei, anche quel corpo perderebbe consistenza, diventerebbe a sua volta un’entità fragile, debole, spettrale.
Questo è quello che accade al giovane Peter Schlemihl: la sua ombra viene ceduta in cambio di una illimitata ricchezza, in un baratto che gli sembra allettante. Da questo momento in poi quello che accade è la storia che raccontiamo.

La vicenda di Peter Schlemihl, ispirata al racconto di Adelbert von Chamisso

La vicenda di Peter Schlemihl, ispirata al racconto di Adelbert von Chamisso Storia meravigliosa di Peter Schlemihl, è una di quelle esistenze che si dipanano nella fatica del vivere come fossero sempre sospese, in attesa di una qualche rivelazione che però tarda sempre a manifestarsi.
Peter porta in sé una sorta di innocenza, il suo sguardo appartiene a quelli che non potranno riconciliarsi con le regole uniformanti della società.
La storia di Peter parla di quel passaggio aspro e difficile che dalla giovinezza porta all’età adulta, quando la speranza di futuro si scontra con la grettezza spietata del presente. Di fronte alle tante porte sbattute in faccia, Peter accetta di saltare a piè pari la salita esistenziale che ha di fronte, per entrare di colpo nel gran mondo che crede gli spetti, una scorciatoia che gli si rivela nel tempo essere una trappola e che segnerà il resto della sua vita.