
drammaturgia, costumi Chiara Lagani
regia, luci, progetto sonoro Luigi De Angelis
con Andrea Argentieri
Dagli studi di criminologia alla fascinazione collettiva
Nella storia dell’umanità esistono o sono apparse figure studiate dalla criminologia o dagli storici che hanno catalizzato l’attenzione e in alcuni casi il desiderio di rispecchiamento di moltissime persone a tutte le latitudini e longitudini del mondo, a prescindere dall’estrazione sociale o culturale dei singoli.
Si tratta di personaggi la cui psiche e vicenda personale hanno intercettato i sintomi di trasformazioni epocali del momento e che hanno continuato o continuano ancora oggi a generare magnetismo e riverberazioni nonostante questi personaggi oggi non siano più in vita.
Attorno a queste figure si crea una vera e propria mitologia facendo sì che esse non siano più figure della storia ma continuino a esistere nella coscienza collettiva come avatar o archetipi incarnati che ci appaiono in nuove forme: artistiche, sociali, politiche, comportamentali.
Spesso questi personaggi hanno espresso tramite il proprio corpo, tramite la prossemica, la propria voce, il proprio sguardo e la mimica facciale una straordinaria e inquietante forza interiore, così come tutta la complessità e l’ambiguità della psiche, suscitando un magnetismo carismatico molto potente che è stato in grado di sedurre moltissime persone, che ne sono diventate seguaci o fans.
Si pensi a Adolf Hitler, ad esempio.
Charles Manson è una di queste figure.
Manson, un mito incarnato
Charles Manson è stato un criminale statunitense, noto per essere stato ritenuto il mandante di due fatti di sangue famosi nella storia degli Stati Uniti d’America: quello dell’eccidio di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello ai danni di Leno LaBianca e di sua moglie.
Il processo cominciò nel 1970 e durò tantissimo. Il procuratore distrettuale Vincent Bugliosi riuscì a fare condannare a morte anche Charles Manson, nonostante non fosse concretamente implicato.
Durante il processo nacque un caso mediatico di risonanza mondiale, sfruttato e alimentato anche dallo stesso Bugliosi che scrisse un libro best seller sul caso, Helter Skelter, in cui analizza tutte le fasi processuali, dando una sua interpretazione dei fatti e un giudizio su Manson che rimane quella più accreditata.
Leggendo il libro è evidente il fascino che Manson esercitava sullo stesso Bugliosi; non a caso i due erano riusciti a costruire a loro modo un dialogo.
Manson ha finito i suoi anni in carcere perché la California ha annullato la pena di morte, successivamente alla condanna, commutando la pena all’ergastolo. Si è sempre dichiarato innocente e negli ultimi anni sono molte le analisi che lo scagionano o fanno pensare che non abbia avuto nessun coinvolgimento diretto, neanche come mandante, negli eccidi.
Il caso Manson è stato oggetto di tantissimi libri, canzoni, testi teatrali, film, tra cui C’era una volta Hollywood di Quentin Tarantino.
Ancora oggi teorie di ogni tipo, accusatorie o difensive continuano a alimentare quello che può essere definito un mito incarnato.