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30 Ottobre – 1 Novembre 2025

Studi teatrali de La Tempesta

da William Shakespeare

  • Teatro
  • Danza

Date, orari e repliche spettacolo

  • 30 Ottobre 2025, 10:00

  • 31 Ottobre 2025, 19:30

  • 1 Novembre 2025, 19:30

Crediti spettacolo

regia Antonio Viganò
scene e costumi Roberto Banci e Antonio Viganò
coreografia Eleonora Chiocchini
colonna sonora a cura di Paola Guerra
collaborazione drammaturgia e formazione Paolo Grossi e Paola Guerra
light designer Melissa Pircali
con Jason De Majo, Marika Maria Magdolna, Stefania Mazzilli Muratori, Sara Menestrina,  Johannes Notdurfter, Francesco Pennacchia, Rodrigo Scaggiante, Michael Untertrifaller, Rocco Ventura
una produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt
in coproduzione con Gli Scarti – Centro di produzione teatrale – La Spezia
residenze artistiche Teatro Cristallo di Bolzano, Olinda/TeatroLaCucina – Milano

Una favola dove non c’è tragedia ma la scoperta della vita

Dopo la bellissima avventura di Otello Circus, torno a misurarmi con un’altra Opera di W. Shakespeare, la commedia La Tempesta, un’opera ardua, piena di implicazioni e significati, metafore, simbolismi. Una favola dove non c’è tragedia ma la scoperta della vita, dove il senso del  magico e del reale si confondono, si inseguono, si contaminano.  Questa commedia, grazie  agli attori/attrici di-versi della Compagnia e della loro verità in scena, riacquista un suo carattere popolare, magico, dove nel  gioco del teatro si fa molto sul serio. Lo spettacolo racconta il tentativo di una Compagnia di teatro  di allestire l’opera La Tempesta. Tra fallimenti, tensioni, tentativi, la favola prende forma e si realizza.

I personaggi di Shakespeare sull’Isola, per vivere si inventano un mondo tutto loro

In quell’esilio forzato a cui sono costretti i personaggi di Shakespeare sull’Isola, per vivere si inventano un mondo tutto loro, dove la finzione è esplicita e i trucchi teatrali esposti allo sguardo dello spettatore. Su quest’Isola Prospero è il drammaturgo, è il regista, che fa vivere e muove situazioni e personaggi a suo piacere, un padre e un tiranno; Ariel è un attore molto capace, sicuro dei suoi strumenti, è mimo, cantante, affabulatore; Calibano, prigioniero del ruolo che gli è stato affidato da Prospero, lotta con tutte le sue forze, quelle naturali e quelle che lo stesso Prospero gli ha insegnato, per riprendersi la sua libertà, per diventare uomo libero. Tutti i personaggi sembra che siano in cerca di una vita diversa da quella che stanno vivendo.

“Abbiamo ritrovato noi stessi quando nessuno era più se stesso"

“Abbiamo ritrovato noi stessi quando nessuno era più se stesso”: chi, meglio di questi attori che fanno del teatro il loro luogo di vita, per essere riconosciuti, fingendosi,  mascherandosi, può abitare e far risuonare queste parole di Shakespeare, nel grande gioco del metateatro che governa La Tempesta?

Chi, se non un Calibano come quello non recitato ma incarnato da Rodrigo Scaggiante, può usare queste parole:

A lungo ho sognato una compagna uguale a me, che guardasse questi occhi,
che non temesse il mio volto e lo guardasse senza indietreggiare.
Ma non succederà.
La mostruosità non è sul mio volto, è nella mia anima.
Un tempo pensavo che se fossi stato come gli altri uomini sarei stato felice e amato.
Ma la malvagità si è diffusa… Vedi. Dall’esterno all’interno.
E questa mia faccia, questo volto devastato, riflette la vergogna che ho al posto del cuore.
Oh mio creatore perché, perché, perché non mi hai fatto di acciaio e pietra?
Perché mi hai consentito di soffrire? Preferirei ritornare il cadavere che ero piuttosto che l’Uomo che sono.

C’è del magico in tutto questo.

L’Isola (il palcoscenico) è piena di suoni, rumori e musiche che costruiscono un tappeto sonoro poetico fatto per sorprendere, incantare e stupire.

C’è del magico in tutto questo.

Antonio Viganò

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