16 – 17 Giugno 2026
A fil di cielo
Solares Fondazione delle Arti
Un’opera dedicata a un’isola straordinaria che cerca uno sguardo capace di accogliere tutta la ricchezza dei mondi umani, animali, vegetali
- Teatro
a partire da 12€

Date, orari e repliche spettacolo
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16 Giugno 2026, 20:30
a partire da 12€
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17 Giugno 2026, 20:30
a partire da 12€
- Acquista ora Si apre in una nuova finestra
Crediti spettacolo
testo e regia Gianluigi Gherzi
liberamente tratto dal romanzo Il ragazzo delle Berte di Gianluigi Gherzi, Anima Mundi Editore
con Maria Vittoria Barrella e Giuseppe Semeraro
riprese video Marcella Foccardi
videoartist, regia e montaggio video Ivonne Capece
Spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
17/06 a seguire
Presentazione del libro Il ragazzo delle berte di Gianluigi Gherzi (AnimaMundi Edizioni, 2026), con Daria Bignardi
luci Emiliano Curà
consulenza video mapping Jacopo Della Torre
costumi Saoriana Boccucci
scenografia Paolo Romanini
una produzione Solares Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole
residenza artistica Olinda/TeatroLaCucina – Milano
in collaborazione con MUSE – Museo delle scienze – Centro servizi Culturali S. Chiara di Trento, Associazione per il Coordinamento Teatrale Trentino per il progetto A fil di cielo: di chi sono custode io?
Si ringrazia Giovanna Palmieri per la cura del progetto formativo
C'è un'isola. L'isola è un mondo a parte.
C’è un’isola. Su quell’isola migliaia e migliaia di uccelli arrivano ogni primavera. Trovano rifugio tra le rocce degli antichi vulcani. Si preparano a deporre le uova, per poi ripartire.
L’isola è un mondo a parte. Da sempre. Abitata da pochi pescatori ostinati. Da chi cerca di strappare alle rocce spazio per coltivare.
Su quell’isola un ragazzo, nato lì, ha imparato a giocare, a conoscere tutte gli animali e le piante, le rocce e la vita misteriosa del mare. A diciotto anni decide di andare in una grande città, a studiare Scienze Ambientali.
Quando ritorna si trasforma in custode dell’isola e dei suoi animali. Delle tartarughe che su quelle spiagge vengono a deporre le uova. Degli uccelli, in quell’isola vive la più grande colonia di Berte Marine di tutto il Mediterraneo. Il ragazzo le studia, ne esplora tutti i nidi, impara a farsi riconoscere da loro, le monitora. Combatte la sua battaglia per la salvezza di quegli animali, di quell’isola, di quella vita.
Un canto di gioventù che resiste
Nello spettacolo il testo s’incontra con il linguaggio delle immagini, attraverso un sistema a più schermi ogni racconto precipita nei paesaggi dell’isola, attraversa acqua e rocce, piante selvatiche e muschi, entra nei nidi delle Berte, ne mostra la vita.
Spettacolo che racconta la storia di un posto difficile, ma straordinario per la vita, che parla dei diritti di chi lo abita, di chi vive in luoghi e comunità fuori dalle rotte, di chi vuole spezzare l’isolamento. Un canto di gioventù che resiste e che vuole inventare un futuro.









