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23 Giugno 2026

Il Vangelo di Cassandra

Cassandra non è più portavoce di un futuro inascoltato, ma voce e corpo di un presente radicalmente nuovo.

  • Teatro
  • Danza

a partire da 12€

Posto unico

Date, orari e repliche spettacolo

Crediti spettacolo

scritto da Dimitris Dimitriadis
di e con Gemma Hansson Carbone
movement director Gloria Dorliguzzo
luci e scene Alessandro Panzavolta
tecnomago Francesco Tedde
costume Johanna Invrea e Damiano Bagli
poeta Michele Montanari
tradotto da Gilda Tentorio
cura Ilenia Carrone
una coproduzione Naprawski e Fondazione Fabbrica Europa con il supporto di PARC – Performing Arts Research Center (ITA), Olinda/TeatroLaCucina (ITA), Antropotopia (ITA), Ortographe (ITA), 42zone Hub (GR), Nerval Teatro (ITA)

La profezia di Cassandra diventa annuncio

  • Cassandra
  • poesia
  • mito

Dopo più di quattro anni di lavoro in oltre nove paesi tra Europa e Asia su Muoio come un paese, testo fondante di Dimitriadis, Gemma Hansson Carbone prosegue il percorso di ricerca sull’opera di Dimitriadis, esplorando la forza della parola e della voce come strumenti di evocazione e invocazione, in un atto di profonda riflessione sulla nostra identità storica e politica.

La profezia di Cassandra diventa annuncio: Cassandra non è più portavoce di un futuro inascoltato, ma voce e corpo di un presente radicalmente nuovo. Questo ribaltamento è al cuore della creazione scenica de Il Vangelo di Cassandra, che si propone come esperienza immersiva dove la parola poetica e il movimento si fondono per esplorare temi universali, umani e politici, di trasformazione e desiderio.

Da parola profetica a verbo divino

Delineando sequenze circolari alla ricerca di nuovi piani gravitazionali e antiche formule gestuali, Gloria Dorliguzzo e Gemma Hansson Carbone ricercano una fisicità che oscilla tra disequilibri e chiasmi, trasmettendo la tensione tra genesi e distruzione, tra eros e negazione, tra tempo passato e tempo presente. I movimenti di Cassandra si fanno essi stessi “logos”, riflettendo la rivoluzione semantica di Dimitriadis che trasforma la parola profetica, incompresa e incomprensibile, in verbo divino, creatore, erotico.

L’impianto scenico, curato da Alessandro Panzavolta e Francesco Tedde, è concepito come una struttura aperta e immersiva, dove Cassandra e gli spettatori sono creature abitatrici di un luogo magico, il Mondo dell’Adesso, dove le orbite del sole scrivono un nuovo alfabeto su specchi rotti, dove lo scheletro del tempo passato diventa nuova pelle di serpente, dove mito e visioni del futuro s’incontrano, celebrando la potenza della creazione e della libertà.

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